La concattedrale della Beata Vergine Maria Assunta in Cielo, già cattedrale, è il principale luogo di culto cattolico di Troia. La chiesa è un edificio a croce latina dalle importanti peculiarità e dall'indubbio interesse architettonico, costruito secondo lo stile romanico, per quanto nella sua realizzazione abbia risentito dello stile pisano-orientale. STORIA: La chiesa venne costruita sulla base di un preesistente edificio bizantino e con materiali riutilizzati, ricavati dall'antica città romana. La sua storia è legata all'importanza non solo spirituale, ma anche temporale che il vescovado aveva all'interno della città. Soprattutto nei periodi in cui Troia subì gravi conflitti politici, la cattedrale rimase il simbolo del potere del vescovo. I lavori per la costruzione della cattedrale vennero patrocinati e finanziati dal vescovo Guglielmo II a partire dal 1106. Nel 1119 venne posta la porta di bronzo costruita da Oderisio da Benevento la cui funzione, oltre al completamento stilistico della facciata, era quella di celebrare le glorie del vescovo e la sua abilità nel mediare i rapporti tra la Santa Sede ed i baroni normanni. Appena otto anni dopo questo avvenimento, nel 1127, la costruzione di una porta laterale sempre ad opera di Oderisio da Benevento e sempre su ordine di Guglielmo II è il simbolo della mutata situazione politica della zona e della città: la nuova porta è più piccola e più semplice, andando a riflettere la situazione economica difficile e una più immediata velocità di esecuzione e condivisione del messaggio da trasmettere. Al vescovo Gualtiero Paleario (1189-1201) si deve l'erezione del braccio sinistro del transetto. I lavori rientravano in un nuovo piano progettuale che prevedeva la realizzazione del transetto che non fu mai completato. Il braccio destro venne infatti costruito non prima del XVIII secolo. Nel XIII secolo fu prima completato il presbiterio con la costruzione della volta a crociera del coro e poi realizzato il rosone della facciata principale. DESCRIZIONE: Dal punto di vista architettonico, la facciata è divisa da un cornicione che distingue la parte superiore, più leggera e dai tratti più lievi, dalla parte inferiore, compatta, ravvivata dalla presenza di archi ciechi e semicolonne. La parte superiore della facciata è caratterizzata da un tetto a doppio spiovente sorretto da due ampi contrafforti. Ma ciò che caratterizza la facciata e ne determina la peculiarità è il gioco di parti architettoniche e scultoree, che formano un'armonia particolare. Grande interesse merita il rosone, unico nel suo genere, che colpisce l'osservatore per la sua indiscussa bellezza. ROSONE: Il rosone è un eccelso esempio di tecnica scultorea a traforo: composto da undici colonne (di uno stile simile all'ordine corinzio) che si irradiano dal centro dello stesso secondo angoli uguali e sono a loro volta connesse con un gioco di archi che fanno da cornice, è suddiviso in undici spicchi. Questi ultimi sono decorati con diaframmi diversi tra loro, creando così ben ventidue decorazioni differenti ottenute esclusivamente con la tecnica del traforo, facendo apparire il rosone come un ricamo merlettato. Al centro del rosone le undici colonnine poggiano su un cerchio di pietra lavorata a squame, a determinare una decorazione che ricorda una corda che si chiude o un serpente che si morde la coda, simbolo dell'eternità, della morte e resurrezione, oltre ad essere di forma circolare, simbolo della perfezione. Il centro del rosone, dunque, simboleggia la figura di Gesù Cristo. Poiché le colonnine sono in numero dispari (11), il rosone appare asimmetrico. La scelta di questo numero di colonnine non è casuale: bisogna notare il fatto che il numero 11 ha un forte significato simbolico. Quest'ultimo, infatti, è il numero degli apostoli senza considerare Giuda Iscariota, il traditore, che viene escluso proprio per sottolineare che chi pecca veramente non è più innestato su Gesù. Gli archi che sormontano le colonne, per ricoprire l'intero rosone, sono undici. Partendo dall'apice di una colonna e seguendo l'andamento degli archi, per tornare al punto di partenza è necessario compiere due giri del rosone. Quest'ultimo, cioè, è composto da una serie di 6 più 5 archi che si rincorrono. Anche in questo caso si ha un significato simbolico nascosto ma molto importante: sei e cinque rappresentano rispettivamente macrocosmo e microcosmo, Cielo e Terra. Il numero undici, essendone la somma, rappresenta l'unione tra queste due realtà, tra ciò che è terreno e ciò che è divino. Sopra ogni colonna e come cornice di ogni arco è presente una forma composta da tre lobi. Oltre all'indubbio fine estetico, anche in questo caso siamo di fronte ad un simbolo: questa forma, generata dall'intersezione di tre cerchi distinti e separati, simboleggia la Trinità. Il rosone, in definitiva, è la sintesi di diversi influssi stilistici, prodotto unico ed originale di raffinatezza stilistica, priva di esemplari con cui possa essere paragonato. I danni arrecati dal terremoto del 1731 e del sisma più recente del 31 ottobre 2002 hanno seriamente messo a rischio la statica del rosone che ha subito nel tempo delle deformazioni fuori del piano. A tale dissesto si è posto rimedio con un intervento innovativo di restauro statico messo a punto dagli ingegneri Domenico Liberatore e Nicola Masini, docenti dell'Università della Basilicata. PORTE: Un'altra particolarità celebre, molto rara nelle chiese antiche di tutta Italia, è la presenza delle porte di bronzo. Il portale bronzeo è diviso in 28 parti, ognuna rappresentante una situazione o un personaggio differente. Alcuni dei personaggi rappresentati sono Oderisio da Benevento, costruttore della porta e il vescovo Guglielmo, principale patrocinante della costruzione della concattedrale. Nella quarta fila al centro ci sono due draghi con la bocca aperta a mostrare i denti aguzzi da cui pende un anello con sonagliera. I draghi, simbolicamente, sono i guardiani del tesoro ma anche i simboli del male: essi sono dunque nemici da sconfiggere per conquistare il tesoro nascosto all'interno della concattedrale. INTERNO: All'interno, la concattedrale è composta da tre navate, divise tra loro da tredici colonne marmoree. La presenza di un numero dispari di colonne è dovuta al fatto che, entrando dal portone centrale, la prima colonna sulla destra è doppia. Simbolicamente il numero tredici rappresenta Gesù con i suoi apostoli. Una cosa importante da notare è l'asimmetria dell'abside. Questa caratteristica può essere spiegata con quattro buoni motivi: l'asimmetria migliora l'acustica prevenendo la formazione di echi; la distinzione tra le navate e l'abside sta a simboleggiare la distanza tra il luogo delle credenze e il luogo della vera conoscenza divina; l'asimmetria è l'affermazione di uno spirito creativo contro una eccessiva razionalità offerta dalla perfetta simmetria; la pianta a croce latina è simbolo del corpo umano. Di conseguenza l'abside (il capo) leggermente spostato ricorda il capo reclinato del Cristo crocifisso. (Fonte: Wikipedia)
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